LA INTELLIGENZA
ARTIFICIALE E UN
NUOVO UMANESIMO
Il pericolo
che può derivare dal cattivo uso della Intelligenza Artificiale è la
possibile e molto probabile “ robotizzazione “ dell’essere umano. Nel senso che con l’uso eccessivo o distorto della
I.A. l’essere umano , riuscendo a
cogliere sempre più facilmente il mondo
delle nozioni, esso venga a perdere progressivamente la capacità di “ pensare “
in modo autonomo.
Cioè, l’uomo
venga a perdere la capacità di “penetrare”
in senso critico le nozioni che
recepisce e acquisisce attraverso la I.A. . Questo significa che l’essere umano può divenire un robot, un esecutore di “ ordini “ , di “
scelte pilotate” da interessi superiori,
sostituendo la propria intelligenza con
quella artificiale, oppure, usando la propria intelligenza seguendo pedissequamente un sistema razionale, ma
tecnico, un algoritmo, che non gli consente più di suscitare in sé il “dubbio “
e quindi lo spirito critico che è fondamentale
per lo sviluppo della coscienza.
Non solo
ciò, ma anche una perdita progressiva
nel campo dei rapporti umani, fisici,
diretti, sia di natura concettuale, sia di natura emotiva e con il rischio molto
elevato che siano sostituiti da rapporti sviluppati in un mondo
astratto, solo “ virtuale” , con immagini generate dalla Intelligenza
Artificiale.
Vorrebbe
significare una graduale perdita del
mondo umano, emotivo interiore, composto dalle corde dei sentimenti, delle
emozioni, da tutto ciò che attiene ai
rapporti intimi , fisici ed e psichici “
umani “ , caratterizzati dall’amore, dalla pietà, dalla solidarietà, dalla
comprensione, dal rispetto, ma che sono necessari a contrastare i sentimenti negativi
, che purtroppo fanno parte anche essi della natura umana.
Come unico antidoto , rispetto a questo già
reale e assai preoccupante fenomeno
antropologico , non rimane altro che un
ritorno , un “risveglio “ delle coscienze
verso un “ Nuovo Umanesimo “. Un riscatto culturale, una nuova luce che
illumini l’essere umano sulla
strada del “vero progresso “.
Un “ Nuovo Umanesimo “ , che sia costituito da una evoluzione delle
conoscenze non solo tecniche e
nozionistiche , ma che siano costantemente associate alla capacità di ciascuna coscienza umana di riconoscere il valore del “ dubbio “ ,
dello spirito critico della intelligenza umana sulla realtà delle cose, come e
soprattutto di rimettere al centro del mondo
la figura dell’essere umano, del
bisogno di poter esprimere sempre , fisicamente , emotivamente, in modo
naturale i sentimenti umani più
autentici, in modo prevalente rispetto
a qualsiasi altro rapporto automatico
di tipo artificiale.

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